Thailadia e Malaysia, apripista per la legalizzazione della Cannabis terapeutica in Asia

Di qualche giorno fa è la notizia che anche in Asia cominciano a muoversi le acque sul versante della legalizzazione della Canapa. In alcuni paesi, Thailandia e Malaysia in testa, si avvia la discussione circa la regolamentazione del mercato della Cannabis per uso terapeutico.

Alcuni governi di questo immenso continente cominciano a mettere in discussione il proibizionismo che da decenni soffoca le opportunità offerte da una coltivazione così versatile. Il ripensamento parte, come è stato per diversi altri paesi del mondo, dalla considerazione della pianta come potenziale farmaco. Provati gli scopi terapeutici da una letteratura scientifica che comincia a contare diversi studi e pubblicazioni, si spinge ora verso la legalizzazione della Cannabis per uso medico.

In Thailandia l’assemblea legislativa nazionale propone una rivalutazione della sostanza come farmaco legale. La Malaysia abolisce la pena capitale per tutti i reati e introduce, in modo non formale, il punto sul commercio della pianta per fini medici.

Anche il continente asiatico sperimenta così l’importanza di rivalutare un mercato e una sostanza che per decenni è stata relegata in un angolo, indicata come illegale e dannosa. Si punta ora a sfruttarla come risorsa economica e come cura per svariate patologie.

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La lunga storia della Canapa in Asia

Dal 1960 circa, il bollino rosso sulla Canapa diviene quasi un divieto internazionale. Se ci pensiamo fa un po’ impressione. Perché la storia della Canapa qui risale davvero a millenni fa. Usata per i riti religiosi, come indumento, materiale per le costruzioni, alimento e medicina. Un trattato di farmacologia cinese, attribuito all’imperatore Shen Nung e risalente al 2737 a.C, ne attesta l’utilizzo. Lo stesso fa Erodoto nel V secolo a. C. quando racconta di una tribù asiatica che utilizzava questa pianta per i propri riti religiosi. Erano gli sciiti. E i Fenici fabbricarono le vele delle loro navi con il tessuto estratto dalla Canapa.

A metà del ‘900 queste lunghe tradizioni vengono archiviate e in quasi tutti i Paesi l’utilizzo, il possesso, la vendita e la coltivazione diventano un reato da perseguire. Anche con misure estreme e particolarmente dure. Dalle sanzioni amministrative alle pene corporali, l’Asia per decenni è stata particolarmente dura nel punire i trasgressori.

Diffusamente illegale, vero e proprio crimine da punire severamente o reato da consentire. La gamma delle possibilità asiatiche si muove entro questi limiti. A volte estremi, a volte tollerati e labili. Dall’India alla Cambogia, dove l’uso è ammesso per fini religiosi e alimentari, all’Israele unico paese ad oggi in cui è regolato l’uso medico, alla Turchia dove è accettata la coltivazione per la ricerca e la preparazioni di farmaci ma assolutamente vietato e punito il consumo fuori da queste restrizioni. In Giappone il clima è di condanna, anche se ora si cominciano a concedere licenze per coltivarla. La Cina, uno dei maggiori produttori di Canapa industriale del mondo, già nel 2014 conta circa la metà dei 606 brevetti di prodotti a base di Canapa registrati dell’Organizzazione Mondiale delle Proprietà Intellettuali dell’ONU.

Tra confusione, proibizionismo e spiragli di luce, anche l’Asia sembra pronta a imboccare la strada della legalizzazione.

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Verso la regolamentazione della Cannabis terapeutica

L’abbattimento dei pregiudizi è un processo complesso e da qualche parte di deve iniziare. Da quale punto se non dalla considerazione che i principi attivi della ganja, suo nome sanscrito, fanno bene alla salute?

Secondo una ricerca del Grandview Research il mercato globale della Canapa legale raggiungerà nel 2025 cifre da capogiro. Ed è per questo che l’Asia probabilmente non vuole restare indietro. Già Israele è stato il centro promotore di studi epocali per il valore terapeutica della pianta. La Cina nel 2017 ha destinato circa il 60 % della superficie agricola alla sua coltivazione.

Ora Thailandia e Malaysia promuovono, creando un precedente se ciò si avverasse che magari potrebbe costituire un modello, la normalizzazione del mercato per uso terapeutico. Sarebbe un gran segno di civiltà, oltre che un importante investimento economico e di crescita. E probabilmente sarebbe anche una specie di ritorno alle origini.

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Fonti:

La-canapa-in-asia-raccoglie-le-proprie-tradizioni-per-conquistare-il-mondo

Marijuana, la nuova frontiera del commercio asiatico

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Proibizionismo e legalizzazione in Asia e Africa

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