Il potere del cinema: la Cannabis sul grande schermo

Il potere del cinema: la Cannabis sul grande schermo

Alla fine dell’800 l’invenzione dei fratelli Lumière rivoluzionava il modo in cui, fino ad allora, la società entrava in contatto con l’immaginario che artisti, intellettuali e coloro i quali tenevano in mano le redini della comunicazione costruivano per diffondere pensieri, informazioni, punti di vista.

L’arte figurativa, la letteratura, la stampa, la fotografia avevano gli strumenti per veicolare il mondo e i suoi contenuti. Impronte realistiche, documentarie, rielaborazioni artistiche. Posizioni filtrate dalla censura, da cosa si potesse dire o cosa no. Costruzione ad hoc di immaginari stabiliti per trasmettere stili di vita e diffondere idee. Insomma, mezzi di comunicazione atti a divulgare pensieri, a sostenere il progresso, a volte predisposti a sollevare critiche e dibattiti. Quando si è sentita la necessità, nel corso dei secoli e con ogni mezzo, di propagare informazione, si è cercato spesso il medium che meglio si adattava a tale scopo. E allora ecco che la letteratura perpetua memorie. La fotografia immortala attimi. La stampa fa nascere dibattiti.

Arriva il cinematografo. Strumento per creare illusioni visive per lasciare a bocca aperta rapiti spettatori, fabbrica di sogni e insieme dispositivo per ritrarre la realtà. Una realtà che diventa presumibilmente sempre più “vera” con l’uso del colore e del sonoro. Le sale cinematografiche diventano piazze di città dove ci si incontra per conoscere luoghi lontani, abitudini e costumi che altrimenti non si potrebbero conoscere.

I film riescono a creare immaginari, contribuiscono a forgiare luoghi comuni andando a braccetto con le istanze dei tempi. Evoluzioni, a volte involuzioni. Comunque sia, il grande schermo è diventato nei secoli uno specchio di ciò che viviamo. E anche se nell’epoca della rivoluzione digitale la settima arte un po’ di terreno l’ha perso, l’aura magica che si respira all’interno di un cinema, al pensiero del “ciak si gira”, è qualcosa su cui difficilmente, forse, si potrà passare sopra.

Quando un film rispecchia la società in cui viviamo

Dall’esaltazione della cioccolata a quella di patrioti pronti a sacrificarsi per la terra libera.  Da commedie esilaranti per intrattenere menti già troppo affaticate dalla routine quotidiana, ai contenuti storici per conoscere il Passato. Ai film di costume per comprendere le abitudini di popoli lontani e remoti. Insomma, dai più futili a quelli più impegnativi, le pellicole hanno trattato qualsiasi tipo di argomento. Perché riconoscersi in un’opera artistica è comunque e sempre un processo entusiasmante.

Cinema dunque come veicolo di conoscenza. Ma soprattutto come costruttore di panorami che rispecchiano la società in cui abbiamo vissuto e viviamo. O che comunque ce la fanno immaginare come tale.

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La Cannabis raccontata dalle grandi produzioni cinematografiche. Quali sono?

I vizi e le virtù degli uomini sono al centro di tanta produzione artistica. E il cinema non si è sottratto a questo tipo di approccio. Lo scenario proposto è sempre stato traccia e orma di quei valori che hanno imbevuto l’epoca storica di riferimento. Gli scopi primari di qualsiasi mezzo di comunicazione, da che mondo è mondo, sono quelli di intrattenere, informare ed educare. È stato così per la pittura, la scultura, la letteratura, la fotografia, la radio, il cinema, la televisione. E lo è anche nel nuovo millennio con Internet.

Detto questo, non stupisce che anche un argomento come quello legato alla Cannabis possa trovare spazio tra i metri di cellulosa. Con le sue difficoltà nel parlarne, sicuramente. Alternando momenti di condanna a tentativi di riabilitazione. Sminuendo la sua ingiusta aurea demoniaca, affibbiatagli per chissà quale sconvenienza.

Protagonista di commedie esilaranti, causa della comicità di personaggi buffi, centro di ribellione contro status quo bigotti e ipocriti. Con brevi apparizioni, qualche aleatorio richiamo, evocativi simboli. A volte celata, a volte riferimento esplicito. Ma comunque presente. Perché le idee, per farsi conoscere, devono trovare un canale di trasmissione. E a volte, magari sempre, costruire immaginari aiuta. Perché è più immediato guardare un film piuttosto che leggere saggi scientifici!

Canapa: da tabù a simbolo di condivisione

Una piccola rassegna per capire come cambiano le opinioni e gli immaginari.

Dai film americani degli anni ’30 in cui era in voga il proibizionismo, a un film come Easy Rider della fine degli anni ’60, dove l’uso di Cannabis era simbolo di rottura con la cultura dominante. Negli agli anni ’80 e ’90, il riferimento alla foglia a cinque punte perde la connotazione negativa dei periodi passati e diventava simbolo di socialità, escamotage per risolvere problemi, veicolo di comicità. Contribuendo così a smorzare l’aria di tensione che sollevava solo pronunciare il nome di questa pianta. Perché parlarne e sentirne parlare aumenta il grado di consapevolezza, curiosità di informazione e voglia di conoscere. Figuriamoci poi se la sua presenza la si vede su uno schermo gigante!

Allora al via film come Il Grande Lebowski, oppure come L’Erba di Grace, dove la Cannabis, descritta come una sostanza innocua, è la soluzione bizzarra ai problemi di una simpatica signora. Per arrivare alla consacrazione finale di quella data che è simbolo della cultura legata alla Canapa. Il tanto ormai famosa 4/20 evocato dalle lancette degli orologi del negozio dei pegni, location per una delle storie del celeberrimo Pulp Fiction. Tutte le lancette di quei meccanismi segna tempo sono fermi alle 4:20. Curiosità? Nasce spontanea! Si ricerca il significato o ci si imbatte per sbaglio, perché stiamo parlando di uno dei film cult della cinematografia di tutti i tempi. E si scopre che quelle lancette non segnano quell’orario per caso. Ma perché è una strizzata d’occhio degli sceneggiatori a quello che per alcuni ragazzini americani è stato un rito di amicizia e condivisione.Un segnale in codice, un linguaggio criptato che nasce come simbolo di un’avventura per cinque studenti della San Raphael High School californiana nel 1971. Ogni giorno, all’uscita di scuola, si incontravano per andare alla ricerca di un fantomatico e abbandonato campo di Canapa. E ogni giorno l’appuntamento era alle 4:20 p.m.

Siamo convinti che proporre argomenti sui quali discutere è un passo fondamentale verso la comprensione di un fenomeno che potrebbe portare numerosi benefici. Aprendo la mente verso orizzonti diversi e non per questo sbagliati.

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Fonti:

Perché il 420 è diventato un inno alla marijuana

50 curiosità su Pulp Fiction

Cinema e Cannabis, un rapporto stupefacente

Usa: la leggenda del 420, festa nazionale della marijuana

 

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